Il Wise Donkey Bistrot è parte della Libreria degli Asinelli e, come tale, si pregia di accostare alle proposte enogastronomiche anche degli abbinamenti letterari.

In questo caso, poiché nella prima parte di settembre proporremo la cucina messicana (un primo appuntamento, a buffet, giovedì 31 agosto, e poi fino al 16 settembre) non manca nei consigli di lettura qualche proposta proveniente dall’America Latina.

Ma non è solo la geografia a guidare le nostre scelte: abbiamo pensato a una serie di letture succulente, per esaltare i sapori naturali. Poiché alcuni piatti sono interamente di origine vegetale (abbiao un Margarita anche in versione alcohol-free) si aprono al nostro sguardo affascinanti possibilità narrative.

La prima lettura è molto «light» e svagata: Laura Esquivel, Come l’acqua per il cioccolato. Da questo libro è stato tratto, diversi anni fa, uno splendido film.

Di tutt’altra natura, Il labirinto della solitudine di Octavio Paz (una profonda riflessione sulla psiche messicana e la sua identità culturale). E poi, naturalmente, il Pedro Páramo di Juan Rulfo (da molti considerato uno dei capolavori della letteratura latinoamericana del XX secolo e una delle prime espressioni del Realismo Magico).

Quattro autrici possono inoltre aiutare a conoscere il Messico e la sua cultura.

  • Elena Poniatowska. Notte di Tlatelolco è una cronaca sulla repressione degli studenti nel 1968 a Città del Messico (crf. anche Virginia Negro, Elena Poniatowska: “La letteratura può riscattare i dimenticati dalla Storia. Un anno dopo la scomparsa dei 43 studenti, la giornalista e scrittrice racconta il paese centroamericano di oggi”, La Repubblica, 09 febbraio 2016);
  • Valeria Luiselli. Con Desierto sonoro (2019), esplora le complesse sfide affrontate da chi cerca di definire la propria identità culturale negli Stati Uniti. Nonostante le promesse di libertà e opportunità, il romanzo svela un volto inaspettatamente severo della nazione: un sistema che, spesso, si mostra reticente di fronte alla diversità. Questa implacabilità si manifesta con particolare crudezza quando a cercare la propria strada è un bambino.
  • Sor Juana Inés de la Cruz. Una delle più importanti figure della letteratura barocca in America Latina. Tuttora è presa ad esempio di una femminilità emancipata e lottatrice. Fu anche autrice di opere teatrali, autos sacramentales e villancicos. Inundación castálida è una delle sue raccolte di poesie. «En perseguirme, mundo, ¿qué interesas? / ¿En qué te ofendo, cuando sólo intento / poner bellezas en mi entendimiento, / y no mi entendimiento en las bellezas?»
  • Rosario Castellanos. Mujer que sabe latín… è un lavoro ispirato al proverbio “mujer que sabe latín no tiene marido ni tiene buen fin” (la donna che conosca il latino non trova marito e non farà una buona fine). In questo lavoro la scrittrice sviluppa le sue idee sul femminile in Messico. Anche in altre opere della scrittrice di parla dell’oppressione di genere: nel romanzo Los convidados de agosto (1964) la protagonista, Emelina, si confronta con le catene delle tradizioni e degli stereotipi di genere, anelando a liberarsi non solo da questi, ma anche dall’identità imposta dal suo essere donna. Il linguaggio viene presentato come un sistema di controllo, entro cui le donne vengono relegate a uno spazio di silenzio e sottomissione. La visione progressista di Rosario Castellanos la rende una figura chiave nell’evoluzione del pensiero femminista.

E per quanto concerne le tematiche toccate dal menù di questi giorni di primo settembre al bistrot, suggeriamo la lettura di qualche autore vicino al tema della natura, del viaggio, della curiosità (soprattutto quella intellettuale), della scoperta di sé.

  • Jean Giono, L’uomo che piantava gli alberi. Una storia affascinante sull’impatto che un singolo individuo può avere sulla natura piantando alberi: pubblicato nel 1953, il romanzo narra di un pastore che, con impegno costante, riesce a riforestare da solo un’arida vallata ai piedi delle Alpi francesi nella prima metà del XX secolo.
  • Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli: un’opera che tratta la semplicità e l’essenza della vita rurale nel sud dell’Italia.
  • Herman Hesse, Siddharta, Narciso e Boccadoro: entrambi questi romanzi esplorano la ricerca spirituale a cui spontaneamente tende l’essere umano, quando si avvicina a sé, e la connessione con la Natura.
  • Jean-Claude Izzo, Aglio, menta e basilico. Il rapporto tra l’essere umano, la terra a cui appartiene e da cui trae nutrimento viene mostrato da Izzo con geniale semplicità.
  • Pia Pera, Al giardino ancora non l’ho detto (Ponte alle Grazie, 2016). Celebre studiosa di letteratura russa, materia che insegnò all’università di Trento, Pia Pera è conosciuta dal grande pubblico anche per le opere, di notevole semplicità e profonda ispirazione, che scrisse negli ultimi anni, alcune delle quali dedicate al giardinaggio, un’arte a cui si dedicò con passione. La bellezza dell’asino (Marsilio, 1992) raccoglie cinque racconti che con rara profondità esplorano la natura umana e i rapporti sociali a partire dall’eros, tema trattato anche nel Diario di Lo (Marsilio, 1995).